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News & Eventi

Le news e gli eventi della Fondazione San Giacomo della Marca

Presentazione dell’evento “Le Madri della Pace”

29 Gennaio 2026

In quest’ultimo periodo si è compiuto il vulnus che minava da tempo l’ordine internazionale. La memoria storica della tragedia della Seconda Guerra Mondiale è stata travolta dalla cultura che vede solo nella potenza, nella forza, nelle armi, l’unica possibilità di creare un apparente ordine. L’emergere di nuove potenze, la crisi dell’unilateralismo americano, la crisi del capitalismo finanziario, gli squilibri sociali creati da una globalizzazione senza regole, una competizione sempre più conflittuale tra le grandi potenze per il controllo strategico delle risorse, hanno permesso l’affermazione della cultura della guerra e della forza come metodo corrente nelle relazioni internazionali.

E’ una cultura pervasiva che riguarda la politica degli Stati, ma che è entrata nel vissuto comune delle persone, tanto che ci si rifugia in appartenenze divisive che promettono la tutela delle utilità individuali. Se da una parte è auspicabile che ci sia il coraggio da parte dei responsabili degli Stati di uscire dai recinti dell’ubbidienza alla strategia della nazione leader di riferimento per consolidare rapporti istituzionali tra chi ritiene fondanti i valori della libertà, della giustizia e della solidarietà, è fondamentale costruire la pace nel quotidiano di ciascuno. La speranza oggi è alimentata solo dalle testimonianze che ci fanno vedere in atto il riconoscimento del valore dell’altro, della relazione, del dialogo e del perdono.

Per questo il percorso Costruire la Pace, Seminare la Speranza si concluderà con la Call Conference del prossimo 11 febbraio in cui parteciperanno una madre palestinese e una madre israeliana che hanno perso un figlio nella guerra e che hanno iniziato, attraverso il dolore, un cammino di riconciliazione.

Sembrerebbe un fatto irrilevante nel contesto internazionale del momento, ma ha la forza potente di sostenere la speranza e quindi il cammino verso la pace di ciascuno.

 

Massimo Valentini