Nel Convegno dello scorso 5 marzo gli autorevoli esperti invitati, Dirigenti dell’Istat, Professori di Unicam e Univpm hanno fornito i dati tecnici che fondano i rilievi da noi posti al progetto di ASPI di potenziamento del tratto Marche sud, per il momento fatto proprio dalla Regione e quindi dal Governo.
Le criticità insostenibili di questo progetto sono:
- Dissesto Idrogeologico: Il PAI (Piano di Assetto Idrogeologico) certifica un grave rischio frane proprio lungo il tracciato previsto. Vogliamo davvero ignorare i dati come fatto a Niscemi?
- Inquinamento e Ambiente: Concentrare ulteriormente il traffico sulla costa aggrava i livelli di inquinamento già critici, ignorando la necessità di decongestionare il litorale.
- Sicurezza Stradale: 10 anni di lavori per la terza corsia tra Porto Sant’Elpidio e Pedaso, in un tratto molto pericoloso e già martoriato da 8 anni di cantieri, significherebbero un innalzamento inaccettabile del rischio di incidenti e vittime.
- Isolamento dell’Entroterra: la Pedemontana, pur necessaria, non risolve il drammatico spopolamento delle aree interne, che restano prive di collegamenti rapidi con le arterie primarie.
Nel servizio del TG Rai Marche delle 19,30 di ieri il Presidente della Regione Marche continua a chiedere al Governo, da ormai 5 anni e senza successo, solo ed esclusivamente fondi per avviare il progetto ASPI non accettando di entrare nel merito tecnico dei rilievi posti da anni e che sono particolarmente gravi per il territorio. Se nel dialogo con la Comunità locale, che auspichiamo possa essere avviato quanto prima, dovessero emergere dati inconfutabili rispetto a quanto abbiamo fatto presente siamo pronti a cambiare idea.
Crediamo che anche la Politica abbia bisogno di questo dialogo per rappresentare le reali istanze del territorio delle Marche sud.