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La responsabilità di ciascuno. La responsabilità dei governi

17 Marzo 2022

E’ davvero straziante stare ogni giorno di fronte al massacro della guerra, stare con la frustrazione di un’apparente impotenza, ma poi incroci alcuni sguardi di uomini che sono al lavoro per accogliere il bisogno delle persone ucraine in fuga. Certi sguardi ti penetrano facendo emergere due aspetti di te. Il primo è quello di scoprire che anche io sono corresponsabile della cultura della guerra, di una posizione che non guarda l’altro, ma afferma ossessivamente sé scatenando un conflitto. Tali sguardi fanno però emergere anche la verità della tua vita, ovvero che c’è qualcuno che ti perdona e ti accoglie nonostante tutto coinvolgendoti nella carità. Questo risentirmi corresponsabile e perdonato mi spinge a unirmi a questo appello.

– Ai chi guida la Russia oggi di fermare questa distruttiva aggressione armata che non rispetta la cultura del popolo russo cercando quel necessario negoziato che ristabilisca la civiltà di una convivenza.

– Ai governi Usa ed Europei di non essere responsabili indirettamente di quei focolai di guerra che poi nel tempo assumono i contorni di guerre catastrofiche come quella presente. Di cercare sempre e subito un negoziato per affermare la pace possibile, di non assistere da spettatori all’annientamento del popolo ucraino, non volendo coinvolgersi nella terza guerra mondiale, ma alimentando un conflitto pagato con il sangue degli ucraini nella speranza cha cambi qualcosa nel potere russo.

– Ai 35 paesi che oggi appoggiano chi comanda in Russia e sono in attesa che l’esercito russo chiuda in fretta la pratica per avere un nuovo equilibrio geopolitico che avvantaggia le proprie nazioni. Ricordino che le conseguenze delle guerre si sviluppano nei secoli rendendo precario il proprio effimero e momentaneo maggiore potere.

– Al governo ucraino di non chiedere la terza guerra mondiale per risolvere l’aggressione armata del proprio paese, ma di essere responsabili del futuro del proprio popolo cercando una mediazione necessaria nella consapevolezza che la libertà di un popolo risiede in primo luogo nella coscienza delle singole persone che possono resistere a qualsiasi potere e la storia ci mostra che nel tempo questa posizione si afferma.

– A chi oggi specula sulla guerra aumentando in maniera ingiustificata i prezzi pensando che la crescita del proprio profitto sia il massimo della vita. Provino a vedere come si è felici nella carità.

– A chi oggi alimenta il clima della guerra emarginando persone russe della cultura, artisti, sportivi, che non hanno nessuna colpa del conflitto in corso. Al contrario oggi è il momento di far crescere dalla base quella fratellanza che invece questi popoli da sempre vivono.

Abbiamo bisogno tutti di cambiare, di essere perdonati e di perdonare per ricominciare un dialogo. Solo il dialogo che incontra l’altro ci salva dalla guerra del quotidiano e della storia.

E’ una responsabilità di ciascuno, è una responsabilità di chi oggi governa le nazioni.

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