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Nuovo regista nel territorio

22 Settembre 2015

Assistiamo in questo ultimi tempi al dibattito insorto in seguito alla soppressione e/o accorpamento delle varie presenze istituzionali dei territori che le politiche di spending review s stanno attuando in tutto il Paese. La necessità di un taglio e riqualificazione della spesa pubblica ‪‎è imposto dalle dimensioni del debito pubblico italiano, il più grande in Europa, che sta gravando pesantemente sulla capacità di ripresa del nostro paese dopo la grave crisi degli ultimi anni. In questo contesto una impostazione localista alla problematica è perdente in partenza, senza alcuna capacità di incidenza. Occorre pertanto rilanciare un dibattito sulle modalità di riduzione e miglioramento qualitativo della spesa pubblica che può far raggiungere l’obiettivo perseguito. In tali processi si rivela immediatamente che il puro e semplice taglio linerare della spesa non è sufficiente a raggiungere i risultati ricercati in quanto non tiene in considerazione la capacità di gestione e di efficienza delle amministrazioni locali e dei soggetti sociali . Il taglio lineare penalizza le amministrazioni periferiche virtuose non responsabilizzando quelle inefficienti, con il concreto rischio di penalizzare la qualità dei servizi già efficienti senza andare ad intervenire sugli sperperi . Il prossimo 23 ottobre presenteremo ad Ancona il Rapporto su “Sussidiarietà e Spesa pubblica “ che documenta analiticamente, anche attraverso raffronti internazionali, come l’incremento del “grado di sussidiarietà verticale”, che premia le amministrazioni periferiche efficienti, ha un impatto molto positivo sullo sviluppo del reddito pro-capite. Lo stesso dicasi per il grado di sussidiarietà orizzontale che va a sostenere la libertà di scelta dei cittadini attraverso le forme di: voucher, detrazioni,5 per mille, 8 per mille ed altro. In tale prospettiva si spera che la recente apertura del governo a inserire nella prossima legge di stabilità un riferimento premiale ai costi standard nei trasferimenti alle amministrazioni periferiche , come pure lo sviluppo di autonomie , di sistemi di controllo e valutazione nei vari enti pubblici che promuovano responsabilità, si attuino quanto prima. Nel frattempo a livello locale cosa fare ? Una posizione puramente difensivista che permane su una serie di proclami non ha alcuna prospettiva. Certamente nelle modalità di riordino degli enti periferici occorre una presenza che cerchi di tutelare il più possibile i servizi presenti sul territorio, ma questa azione non è sufficiente. Una spinta dal basso su questi contenuti della sussidiarietà può dare forza ad un serio processo di riforma che trova ostacolo nel puro localismo o nelle tutele di lobby e corporazioni. Come pure sviluppare azioni di sussidiarietà sui territori può migliorare la qualità e l’efficienza delle risorse a disposizione e di quelle che possono essere intercettate in seguito a tale azione. 
Non è più compatibile con l’attuale contesto un idea di raccordi a livello territoriale che persegue le vecchie logiche di esclusiva delega alla politica oppure di gestioni privatistiche fra qualche soggetto. Mentre a livello locale si rischia di perdersi nei proclami, altri territori stanno già lavorando su progettualità territoriali che li metterà in grado di utilizzare importanti risorse europee per lo sviluppo locale. Il Desk sui finanziamenti europei promosso dalla locale CCIAA è un piccolo esempio di raccordo tra imprese e d enti locali per avviare progettualità per lo sviluppo territoriale. Nel momento in cui un vecchio tipo di presenza istituzionale locale sta scomparendo occorre ripensare una nuova modalità di lavoro comune tra tutti gli stakeholders del territorio. Si impone la necessita della creazione di un nuovo soggetto che veda la presenza del sistema delle imprese, della politica,del terzo settore, della scuola, dell’Università Politecnica delle Marche, che sia capace di avviare uno stabile lavoro di approfondimento e progettualità, nonché di rappresentanza del territorio negli ambiti sovra locali. L’innovazione “sociale” è decisiva per poter affrontare la transizione che stiamo attraversando.

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