segreteria@fondazionesdgm.it
Seguici sui social:

News & Eventi

Le news e gli eventi della Fondazione San Giacomo della Marca

I NUOVI IMPRENDITORI TRAINANTI

30 Settembre 2015

In questi giorni sono stati diffusi i primi risultati della ricerca della Harvard Business School sui distretti del Nord-Est in Italia svolta dai Prof. Gary Pisano e Giulio Buciuni . La conclusioni sono particolarmente interessanti in quanto possono essere il criterio di lettura dell’evoluzione dei ‪#‎distretti‬produttivi in Italia e quindi anche del nostro territorio. Innanzitutto la prima osservazione è la constatazione che alcuni distretti evolvendosi sono ancora presenti, mentre altri sono in flessione ed in alcuni casi spariti, viene comunque smentita la tesi che il fenomeno dei distretti sia irreversibilmente in declino in quanto modello superato dalla globalizzazione delle produzioni e dei mercati, al contrario il nostro sistema dei distretti è ancora al centro dell’interesse delle più importanti scuole di economia del mondo. Sull’andamento discordante vengono portati una serie di esempi tra cui il distretto della calzatura. Da una parte il distretto di‪#‎Montebelluna‬, ove è presente un cluster specializzato nella produzione di scarpe sportive e scarponi da sci, che è stato attraversato pesantemente dal fenomeno della delocalizzazione produttiva tanto che l’occupazione tra il 2006 e il 2012 è scesa del 15 per cento. Dall’altra il distretto della riviera del Brenta, specializzato nella produzione di scarpe da donna di lusso, non ha sofferto il trasferimento delle produzioni all’estero, ma al contrario è stata interessato da grandi investimenti realizzati dalle grandi firme. Sono molto interessanti le conclusioni dei due studiosi che individuano nel ruolo delle aziende leader la fortuna o meno del distretto. Le aziende leader sono quelle riconosciute come “Knowledge Integrator” , integratori di conoscenza che permettono a tutta la realtà produttiva locale di dialogare con il gli input della domanda dei mercati internazionali , offrendo come risposta competitiva la specializzazione produttiva locale abbinata ad una continua capacità di innovazione in grado di rispondere alla evoluzione della domanda. Un’altra conclusione a cui arrivano gli studiosi è la irreversibilità dei processi di desertificazione industriale indotti dai fenomeni della delocalizzazione portando come esempio il vecchio distretto della produzione dei telati per bicicletta da corsa presente in passato nel Nord-Est . L’ultima conclusione riguarda la priorità che viene data alla formazione di una nuova classe imprenditoriale in quanto i “Knowledge Integrator” non si creano dal nulla , ma richiedono la sussistenza di soggetti in grado di generarli e gestirli. Rispetto a questo conclusioni è necessario che anche la nostra realtà territoriale si interroghi per prendere consapevolezza delle dinamiche in atto e quindi delle prioritarie scelte strategiche da attivare per lo sviluppo del territorio. In primo luogo occorre essere consapevoli che i processi di consistente delocalizzazione sono irreversibili in quanto segnano definitivamente un territorio. Il tema delle aziende leader come “ Knowledge Integrator” richiede un discernimento su quali realtà creano effettivamente valore sociale sul territorio e non apparenze di breve durata. Infine , ma primo per il suo valore strategico, il tema della educazione e formazione di soggetti imprenditoriali che diventano così capaci di avere uno sguardo che sa cogliere il bisogno presente sul mercato, individuare una risposta efficace a questo bisogno che emerge dal contesto di saperi e conoscenze dei proprio collaboratori interni e di filiera, in una apertura costante al dialogo con un mercato che ti giudica portandoti ad un cambiamento continuo. Tale tema del cambiamento del soggetto imprenditoriale richiede una responsabilità sia da parte degli uomini d’impresa che accettano umilmente la sfida entusiasmante del cambiamento, sino alle istituzioni e corpi intermedi organizzati che superando visioni autoreferenziali si pongono al sostegno di questi soggetti che accettano di cambiare. Dal momento che oggi si discute di quali sono le priorità del territorio, anche nelle scelte di destinazione delle risorse pubbliche, avere questa consapevolezze è decisivo per il futuro.

©2020 Fondazione San Giacomo della Marca