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Le news e gli eventi della Fondazione San Giacomo della Marca

Territorio in transizione

13 Luglio 2015

Giovedì 16 luglio verrà presentato a Porto San Giorgio all’interno di Meet in Villa l’ultimo numero di Atlantide su “Italia in Transizione. Spunti per una ripresa”. Un titolo che ben si attaglia allo stato del nostro territorio. Recentemente lo studio della Banca d’Italia sulla regione Marche ha fotografato lo stato di sofferenza del modello marchigiano di fronte alle condizioni imposte dalla economia globalizzata. Con il passaggio al nuovo sistema di contabilizzazione SEC 2010 si è evidenziato che rispetto al PIL procapite c’è uno scarto negativo del 4,8 per cento tra il PIL delle Marche e quello nazionale, inoltre tra il 2011 e il 2013 il divario è cresciuto di altri due punti percentuali arrivando al 6,8 per cento. Tale tendenza rimane confermata in questi anni anche dalla dinamica degli investimenti fissi che ci vede nel gruppo delle regioni meridionali e non nel gruppo più avanzato del centro-nord. E’ pertanto di tutta evidenza che la micro impresa tradizionale vocata al mercato interno, non disponibile a percorsi di innovazione e cambiamento,non è in grado di affrontare le nuove situazioni di mercato. La stessa situazione di crisi riguarda numerosi corpi intermedi tradizionali ( partiti,sindacati, associazioni , ecc…) che avvitatisi in una logica autoreferenziale di tutela di interessi particolaristici hanno perso sempre di più la carica ideale degli inizi e quindi il riferimento svolto nei confronti della società civile. Le recenti elezioni amministrative sono state un eloquente segno di questo disagio attraverso l’esplosione dei dati dei non votanti , il successo del civismo e delle liste antagoniste al sistema. Lo svilupparsi di una posizione umana individualista ed utilitaristica è il contro altare sociale di un declino che va compreso sino in fondo. Ci aiuta nella comprensione di tale fenomeno cogliere quanto di nuovo al contrario sta emergendo e che costituisce la speranza dei nostri territori. Innanzitutto sono in azione una generazione di imprese, vecchie e nuove, che si stanno aprendo ad un cambiamento profondo nel fare impresa in cui si supera la visione autoreferenziale dell’imprenditore che basta a sé stesso. La coscienza del proprio desiderio e del proprio limite pone le condizioni di guardare la realtà in maniera diversa e implica un’apertura all’altro, alla collaborazione, alla partnership come il fattore che può incidere sia sulla conoscenza che sull’azione. Anche nel mondo della scuola si osserva un fermento molto interessante di docenti che coinvolgono gli studenti in innovativi percorsi, esprimendo dei risultati interessati sotto il profilo formativo come hanno documentato proprio in questi giorni le prove Invasi 2014/2015 che mettono le Marche ai primi posti. E’ una grande miniera di valore inoltre la persistenza nelle giovani generazioni di una chiara predisposizione all’intrapresa. Lo stesso dicasi della enorme vivacità dell’associazionismo no-profit come documentato recentemente dalle Pro-Loco in festa, oppure dalle azioni delle Caritas , delle varie croci di soccorso, dal Banco Alimentare e tanti altri ancora. E’ ormai di chiara evidenza che i miti della Politica e della Tecnica non possono essere i garanti dello sviluppo in quanto solo un soggetto realista, consapevole del proprio desiderio non riducibile e bisognoso di una relazione con l’altro è capace di una responsabilità in grado di utilizzare gli strumenti a disposizione, tecnici e politici, per lo sviluppo sociale. Rivestono pertanto una centralità strategica la permanenza di luoghi educativi in grado di generare persone con una umanità integrale non ridotta. La differenza oggi non la fa la politica o la tecnica, ma una persona educata all’altezza del proprio umano. Il vero potere che incide nella storia, anche se non appare pubblicamente, è la forza dell’io consapevole.

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